Public speaking di fronte ad un pubblico di poche persone

public speaking Riuscire a parlare davanti a un pubblico di poche persone (da 2 a 50)  è davvero alla portata di tutti?! Anche parlando davanti a pochi, sono efficaci le più comuni strategie del public speaking?! E allora perché quando arriva il momento che ti devi alzare per parlare arriva quella paura, che fa tremare la tua voce, o girare lo stomaco come fosse una lavatrice impostata su “centrifuga” e la mente sembra svuotata del tutto?!

La verità è che anche quando si è davanti a pochi c’è comunque il rischio “fobia sociale”!

Se vuoi sapere come parlare in pubblico senza ansia, qui a ViP, scoprirai presto come anche tu, con l’aiuto prezioso dei nostri consigli, potrai superare l’ansia (fino a alla vera e propria paura) di far sentire la tua voce a più persone, riuscendo a parlare davanti a un pubblico con successo ed efficacia.

L’argomento di questo articolo riguarda, nello specifico, alcuni fondamentali consigli perché tu possa facilmente riuscire a parlare in presenza di poche persone con successo, che sia un discorso (davanti ad un pubblico o davanti ad amici/parenti), una presentazione di lavoro, o una lezione a degli studenti

È, questa che ti ho appena descritto,  una situazione un po’ particolare all’interno dell’argomento public speaking e se avrai la pazienza di seguirmi ti dirò perché… e inoltre scoprirai con gioia che ne valeva davvero la pena   😉

Il public speaking o il parlare in pubblico che dir si voglia, fa subito venire in mente a tutti noi lo stereotipo classico dell’oratore, dello speaker professionale e professionista che parla al pubblico e arringa folle oceaniche,  masse sterminate di persone.

Centinaia, ma che dico migliaia di fans, followers o semplicemente ascoltatori adoranti se non  addirittura “deliranti” che pendono letteralmente dalle lebbra del magnetico Cicerone di turno (o Obama per essere più attuali), il quale trasmette il proprio messaggio intrattenendo e giocando col registro emotivo delle persone che lo ascoltano a suo totale piacimento!!!

Se infatti dico: “public speaking” è a uno scenario come questo che generalmente si pensa… ovviamente nella sua versione più evoluta e potente possibile.

Da “imperatore” del public speaking o “Messia” del parlare in pubblico

Ad esempio come succedeva per il personaggio del predicatore protestante reverendo Cleophus James nel film The Blues Brothers…

Non è così anche per te? Non mentire…  😉

Invece occorre fare un po’ di chiarezza e smentire qualche luogo comune in proposito.

Siamo qui proprio per questo scopo…

Anzitutto devi sapere che la nozione di “public speaking”, alla resa dei conti, vuol dire tutto e non vuol dire niente, nel senso che sta effettivamente parlando davanti ad un pubblico sia Martin Luther King alla Marcia per la Libertà a Washington che Pinco Pallino al bar mentre fa il fantacalcio con gli amici.

La sottile differenza tra queste due situazioni non sta nel prestigio del contesto: la differenza non è qualitativa ma QUANTITATIVA.

La differenza reale di cui ti sto parlando è che Martin Luther King si rivolge direttamente alle 250 mila persone che ha di fronte, sotto al palco da cui parla.

Pinco Pallino invece si rivolge ai suoi 2 amici con cui fa il fantacalcio assieme.

2 amici 2

Ricapitoliamo: 250mila a 2…. ma sempre di public speaking si tratta!!!

Ovviamente non possono non esserci differenze tra quello che funziona meglio in un caso e quello che funziona meglio nell’altro.

Semmai l’equivoco finora è stato fare una “gerarchia” e stabilire, sulla base di questa presunta differenza qualitativa basata sulla “difficoltà”… che quello che va bene per Martin Luther King andrà ancora meglio per Pinco Pallino.

Necessariamente.

Come potrebbe essere altrimenti: se fai come uno bravo in una situazione “difficile” anche in una situazione dove occorre (apparentemente) molta meno bravura e dove ci sono (apparentemente) molte meno difficoltà… beh allora hai la strada spianata per il successo…  luce verde e tappeto rosso.

Ma la differenza è quantitativa: parlare in pubblico a piccoli e medi gruppi, composti da poche persone, che vanno da 2 a poche decine, per intenderci, è molto diverso dal fare lo speaker-rockstar!

Ovviamente chi parla abitualmente ad un pubblico di tante persone ha un livello di confidenza ed autostima che lo aiutano a gestire anche gruppi più piccoli.

Ma quello che oggi ti voglio lasciare è un insieme di utilissimi consigli per parlare davanti a un pubblico di poche persone senza commettere errori grossolani dovuti PROPRIO all’equivoco di comportarsi come si fa con gruppi grandi o molto grandi.

Le “strategie” per riuscire a parlare davanti ad un pubblico molto grande, infatti, non funzionano affatto con i gruppi medi e piccoli e rischiano addirittura di rivelarsi alle volte controproducenti, dannosi per un pubblico che sia costituito da due a poche decine di persone al massimo.

Un vero e proprio boomerang.

E noi qui in Italia,  la maggior parte delle persone come me e te intendo, nella nostra vita di tutti i giorni, rientriamo prepotentemente nella categoria “parlare a pubblici di poche persone.

Infatti, anche chi di noi lo fa quasi quotidianamente come lavoro: io, ad esempio, non ho ancora riempito lo Stadio Olimpico o San Siro (anche se è solo questione di tempo, vedrai ;))

Noi italiani nel 99, 9% dei casi non abbiamo bisogno dei classici consigli sul public speaking destinati a chi vuole incantare le platee di uno stadio o di una sala conferenze da migliaia e migliaia di posti a sedere.

Non che non sia bello… ma è una eventualità molto rara nel nostro quotidiano.

La vera differenza tra le 2 situazioni consiste nel tipo di CONTATTO COL PUBBLICO che bisogna instaurare.

Quando si ha a che fare con una audience molto grande il contatto è impersonale, dispersivo: lo speaker tratta la folla come una entità unitaria dotata di una propria personalità, unitaria anch’essa.

Sarebbe impossibile cercare di sintonizzarsi su ogni singolo, quindi il tipo di comunicazione adottata porta i singoli a sentirsi partecipi di quella entità collettiva.

Ma questo funziona solo coi gruppi molto ampi.

Se invece hai un gruppo piccolo di poche persone a cui parlare il contatto lo devi stabilire con ciascuno perché in questo caso non si forma una entità unitaria diversa dalle singole personalità che la compongono.

Quando parli ad un pubblico di poche persone (in famiglia, tra amici, al lavoro, nel tempo libero) continui ad avere a che fare con la somma delle singole parti e personalità che lo compongono quel gruppo (a cui va AGGIUNTA una “dinamica sociale” che crea una certa unità, che però non è paragonabile a quella di migliaia di persone come si tratta nei soliti corsi per parlare in pubblico)

Quindi devi dare la giusta e meritata attenzione a tutti.

Come fare?

Semplice: segui questi 3 consigli molto pratici ed efficaci per avere successo a parlare a pubblici di poche persone

 

–       Consiglio per parlare a un pubblico di poche persone #1

Guardare TUTTI negli occhi e spostarsi, fino a che l’altro non fa “Si” con la testa rimani su di lui, dopo ti sposti con lo sguardo su qualcun altro. Se lascia qualcuno “orfano” avrai un nemico in più quando finirai di parlare, garantito!

 

        –   Consiglio per parlare a un pubblico di poche persone #2

Conoscere che tipo di persone fanno parte del pubblico, quindi documentati prima oppure cerca di farlo durante il discorso ove possibile. Non sapere età, sesso, estrazione sociale, interessi delle persone a cui si parla è come cercare di vendere una macchia fotografica ad un non vedente!

 

        –     Consiglio per parlare a un pubblico di poche persone #3

Usare tanta interazione con loro mediante domande, battute, esercizi, simulazioni eccetera. Molto di più di quello che si fa quando il pubblico è molto grande. Non devi far ascoltare sempre e solo la tua voce, ma quella del pubblico, delle singole persone che sono davanti a te. In fondo con poche decine di persone davanti puoi avere un controllo sulla situazione che no potresti avere davanti ad un pubblico numeroso, perché non farne un punto a tuo vantaggio?!

Come vedi, sono cose che non si possono fare con tante persone ma che funzionano alla grande per comunicare a poche persone.

Anche per oggi è tutto, spero che farai tesoro nella tua quotidianità di questi consigli pratici per migliorare ogni giorno il modo (personale) per parlare in pubblico.

Fabio Speranza

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