Parlare in pubblico: come vincere la paura di parlare davanti ad un pubblico

parlare in pubblico art

Il 75% delle persone ha paura di parlare in pubblico… il 68% di morire!

questo è quello che dice lo studio effettuato dal National Institute of Mental Health.

 Ora se a primo impatto l’idea che parlare in pubblico sia più pauroso di morire, ti può sembrare assurda, perché non provi a immaginarti a scuola (o meglio all’università), immagina di essere in aula con altre 30-100 persone e mentre il professore parla, ad un certo punto, nella tua testa si affaccia una domanda, su quello che hai appena sentito dal prof, magari un dubbio, o un vero e proprio lampo di genio (il nobel è già nelle tue mani, nella tua immaginazione) ed è proprio lì sulla punta della lingua e  così decidi di alzarti davanti a tutte le persone e parlare. Apparentemente una cosa semplice… eppure… Sei tu, in mezzo a qualche dozzina di persone, colleghi, e davanti al tuo prof (sì, quello che ti esaminerà alla fine del semestre)… cosa ti succede?!

inizi a pensare (maledetto cervello!)

proprio quello che non ci voleva… nella tua testa si affollano una serie di pensieri:

“e se il prof dice che è una domanda stupida?! E se mi deride?! E se inizio a balbettare e tutti si mettono a ridere di me?! E se, e se…” e più i pensieri si fanno avanti più il tuo braccio si fa pesante, la mano non risponde più alla tua volontà e dentro di te sale sempre più… la paura di parlare in pubblico!

Bene, ho una buona notizia per te… infatti la statistica ci ha appena detto che quel giorno nella tua fila di 4 alunni, altre DUE persone avevano la stessa medesima paura di parlare in pubblico che avevi tu. E magari avevano una domanda, che è rimasta lì sulla lingua dei tuoi colleghi… quando si dice mal comune mezzo gaudio 😉

Ok… la verità NON è che le persone hanno più paura di parlare in pubblico che di morire, infatti quella statistica considerava solo il numero di volte che una certa “fobia” veniva citata nelle risposte dei tester. Quindi l’unica vera diretta conseguenza dello studio è che nella nostra vita, noi pensiamo di più alla paura di parlare davanti alle persone che alla morte… il che è una cosa solo positiva, immagina se pensassimo alla morte quanto pensiamo al sesso!!

Ma la paura c’è e rimane… e allora come possiamo riuscire a superare questa paura che ci portiamo dentro per alcuni dai primi anni di vita (i bambini timidi che non parlano se non davanti alla propria mamma) e per altri arrivata con la prima campanella in quello che per un bambino sembra una specie di carcere legale ossia la scuola e per altri ancora con le prime “figuracce” davanti agli amichetti… insomma ognuno ha il suo inizio, e non può essere cambiato. Quello che però TUTTI noi possiamo cambiare è  la fine della storia, infatti parlare in pubblico NON è una capacità innata ma un’abilità acquisita!

Paolo Bonolis balbettava, Barak Obama era un ragazzino pelle e ossa che nessuno calcolava, Tony Robbins dormiva in auto perché non aveva una casa… e oggi in situazioni diverse influenzano, ispirano, motivano migliaia, millioni o miliardi (!) di persone.

Cosa rende allora una persona un grande oratore, e un’altra invece paralizzata alla sola idea di dover parlare davanti ad un gruppo di persone?!

La risposta è nel nostro DNA, ma non quello con 36 cromosomi scoperto solo qualche decennio fa, ma uno molto più antico che ha reso persone normali capaci di influenzare i pensieri, le ideologie, le azioni di intere popolazioni, ed ere storiche, ossia il D.N.A. per parlare in pubblico che sta per:

D. Determinato

N. Neofita

A. Abilità

Vediamo allora questo nuovo DNA del public speakingla D sta per “determinato”, infatti ogni grande oratore della storia è convinto nel proprio messaggio, crede fermamente che quello che deve dire alle persone sia davvero importante per loro. Ci crede così tanto da dedicare la propria vita a questa mission, provando con tutte le proprie forze di mettersi in una posizione dove questo messaggio arrivi alle persone che, secondo lui, ne hanno bisogno.

Ma come ben sappiamo avere qualcosa da dire, e tanta voglia di dirla al mondo, non sempre basta… infatti il secondo punto di cui ha bisogno chi vuole padroneggiare l’arte del public speaking è quello di partire da zero, di accettare di non sapere (come piacerebbe dire a Socrate – sapere di non sapere). Eh perché Obama non è passato dall’essere un ragazzino pelle ed ossa a cui piace mettere un pallone rosso in un canestro a 3 metri da terra al diventare il Presidente degli Stati Uniti d’America dall’oggi al domani, o sapendo già COME farlo.

Un passaggio obbligato è quello di capire la propria condizione di “inabilità” nell’arte retorica, comprendere come ci siano delle “regole” nella comunicazione “one to many” che vanno comprese, studiate e infine interiorizzate e che permettono al messaggio di uscire fuori.

Ecco perché la N sta per  “neofita” ossia rinato, che come ogni bambino che viene al mondo è una tabula rasa su cui le esperienze scriveranno il romanzo della propria vita. È così che un uomo che ha paura di parlare davanti al giudizio degli altri, alle “maldicenze”, alla derisione rinasce per diventare un uomo con un messaggio che aiuta, ispira e, a necessità, influenza (immagina di sapere una cosa che può salvare la vita ad un tuo familiare ma che per uno motivo particolare non puoi dirgli… non vorresti essere capace, comunque, di influenzare la sua decisione finale?!)

E così arriviamo all’ultimo tassello del D.N.A. dell’oratore perfetto, ossia la A che sta per abilità. Infatti, dopo esserci accertati che tu abbia un messaggio da trasmettere a qualcuno, che tu sia assolutamente determinato a farlo, e che tu accetti la tua situazione di “non conoscenza”, è arrivato il momento di imparare a farlo. E questo è possibile solo acquisendo le abilità che ti servono per raggiungere il tuo obiettivo finale!

Sapevi che anche una semplice presentazione di lavoro di pochi minuti ha una struttura intrinseca che determina se chi ascolta la tua presentazione la riterrà valida o no?!

Sapevi che anche il più grande comico quando esce davanti ad un pubblico sa esattamente cosa dire, quando dirla e COME dirla?!

Sapevi che dietro ad un discorso di Obama ci sono decine e decine di persone che studiano OGNI singola parola e l’intonazione da dargli per ottenere il risultato desiderato?!

Ecco questo è il potere di conoscere le abilità di parlare in pubblico in maniera efficace

Ora puoi decidere se farti “influenzare” da chi ha queste abilità o se farle girare a tuo vantaggio! Vuoi seguire o farti seguire?!

Un saggio diceva “o insegui i TUOI sogni o lavorerai per i sogni degli ALTRI

Saper come parlare in pubblico è tutto qui…

Fai sentire la tua voce,

Fabio Speranza