chi sono

Fabio Speranza ad un corso dal vivo

Ciao! Io sono Fabio Speranza, fondatore del sito voceinpubblico.it e creatore del Group Speaking il nuovo sistema per parlare in pubblico davanti a gruppi piccoli e medi di persone senza emozionarsi e, nello stesso tempo, seducendo il proprio pubblico, per far sentire la propria voce in maniera efficace in tutte le occasioni: nelle presentazioni di lavoro, nei discorsi o nelle lezioni.

Mi piacerebbe dirti che tutto questo mio progetto, tutto quello che esso contiene e tutto quello che comporta la sua applicazione, sono stati ben chiari, definiti e organizzati nella mia mente fin dall’inizio e nei minimi particolari, step-by-step dal primo giorno, inarrestabile e inesorabile come un rullo compressore… ma purtroppo non è andata affatto così.

Hai mai avuto una cosa importante  da dire a qualcuno?! magari una persona che ti aveva aiutato, o un gruppo di persone con cui avevi lavorato bene o semplicemente volevi condividere la tua passione per un nuovo progetto (di lavoro o altro)… MA…

1. NON sei riuscito a dire nulla, oppure

2. hai farneticato qualcosa totalmente incomprensibile

3. NON sei riuscito nemmeno ad alzarti per provarci

Se ti è successa almeno una delle 3  allora puoi capire come mi sono sentito quando durante i festeggiamenti della laurea di mio cugino, c’è stato il giro di “discorsi per gli auguri”. Ora niente di particolare se non fosse che avevo un messaggio REALE da trasmettere: il fatto che per me, mio cugino, era stato un punto di riferimento e che sarei voluto essere come lui un giorno.

Semplice, no?!

NO… infatti quello che successo è che ho letteralmente farneticato davanti a tutti per i 30 secondi più lunghi e umilianti della mia vita!

La cosa peggiore non è stata la “figura di me…” ma quello che di non essere riuscito a dirgli quanto era stato importante nella mia fanciullezza e quanto ci tenessi a lui. Avevo avuto la mia occasione e l’avevo persa… per SEMPRE! (non so tu, ma nella mia famiglia non ci dice spesso “ti voglio bene”)

Da quel momento ho iniziato a lavorare sull’ansia di parlare in pubblico, su come gestire le emozioni nel public speaking.

Quindi ho continuato per più di 10 (!) anni abbondanti a provare e sbagliare sulla mia pelle le nozioni, tecniche e strategie per parlare in pubblico disponibili sul mercato. Come trasmettere contenuto E parlare anche al cuore delle persone… o almeno provare a fare entrambe le cose.

Oggi lo posso dire, me lo posso permettere senza la minima ombra di dubbio… ce l’ho fatta, ho raggiunto il mio obiettivo e sono addirittura andato oltre: mi sono per sempre lasciato alle spalle quella situazione di “silenzio” forzato, in cui hai sulla punta della lingua quelle parole, quelle giuste, che però accidenti non usciranno mai perché c’è qualcosa dentro che ti blocca, che si chiami: ansia, paura o semplicemente voglia di non essere giudicato male dagli “altri”.

Oggi ho imboccato con decisione e senza rimpianti una strada dove decido IO cosa dire, a chi dirla e COME dirla. Questo perché credo fermamente che ognuno di noi abbia un messaggio da trasmettere al mondo e che fin troppo spesso ci “autosabotiamo” e castriamo le nostre possibilità di vivere una vita libera, una vita che trasforma in REALTA’ le potenzialità che ci sono dentro di noi… in OPPORTUNITA’ gli ostacoli che apparentemente ci sbarrano il cammino…

… che si tratti di fare finalmente quella presentazione a lavoro per quella famosa promozione, o che sia alzarci per far sentire la nostra opinione su qualcosa di importante, o che sia insegnare al meglio a persone che hanno bisogno delle nostre conoscenze.

Certo, come ti ho accennato all’inizio, il percorso del mio miglioramento non è stato semplice come bere un bicchier d’acqua, la strada non si è affatto rivelata in discesa da subito! Lo ammetto: soprattutto nei primi tempi (lo ricordo benissimo come fosse ieri) ho incontrato moltissimi ostacoli sul mio cammino, davvero. In questa fase di “ricerca” di soluzioni, soprattutto di soluzioni giuste per ME e per le esigenze della MIA vita, oggi col classico “senno di poi” posso dire, con certezza assoluta, che i 2 problemi più grandi da superare sono stati: perdita di tempo ed errori.

E tutti e due, il tempo perso e gli errori commessi nel processo sono riconducibili ad una”matrice” comune: il fatto che oggi, nell’epoca più densa di conoscenza mai esistita, è però dannatamente difficile riuscire a isolarne e tirarne fuori informazioni di valore. Le informazioni che ti spiegano, in modo chiaro, semplice ed estremamente pratico, tutto quello che bisogna davvero fare per diventare bravo a far sentire la propria voce.

Credimi se ti dico che, facendo la somma dei giorni, ho perso, letteralmente, ANNI della mia vita per poter mettere insieme tutti i pezzi giusti del “puzzle”, prima di riuscire a capire esattamente cosa dovevo fare per parlare senza emozionarmi, MA emozionando… senza memorizzare MA facendo ricordare, senza paura del giudizio degli altri MA cambiando le azioni degli altri.

Il difficile, paradossalmente, non è stato “fare” ma “capire cosa fare”.

La prima difficoltà era che… anche il miglior materiale di public speaking disponibile in lingua italiana non si adattava alle mie esigenze come un abito fatto su misura. Mi sono trovato costretto ben presto a provare, sbagliare, modificare e riprovare… e ancora e ancora… notando nel frattempo cosa andava bene e cosa no… e soprattutto cercando un PERCHE’ a tutto questo.

Mentre continuavo a studiare, e ad avere i primi risultati… anche quando non potevo prepararmi il discorso o organizzarmi il contenuto, ho capito che c’è una differenza fondamentale tra public speaking e group speaking: quello che insegnano tutti è il public speaking, soprattutto di impostazione anglosassone e destinato fondamentalmente

–       a chi si rivolge alle grandi platee

–       ad attori, politici, giornalisti etc.

Ma io (e come me la maggior parte dei professionisti, manager, insegnanti…) mi rivolgo a gruppi piccoli e medi, ovvero da 2 a 50 persone di media (100-200 al max). E non rientro in nessuna di quelle categorie… e per la maggior parte del tempo neppure i miei interlocutori. Quindi? Il public speaking per grosse platee risulta inutile per la maggior parte delle persone!

Quello che invece che accade è che le persone quando parlano in pubblico lo fanno per TRE motivi distinti:

ü  vendita   (venditori, imprenditori, politici) per Ispirare

ü  formazione  (coach, manager, insegnanti) per Insegnare

ü  informazione  (giornalisti, attori) per Informare

Il Group Speaking, ovvero l’arte e la scienza di parlare a gruppi piccoli e medi di persone, è qualcosa di trasversale perché integra tutti gli aspetti e, quello che funziona nel group speaking è efficace anche nel public speaking MA non è vero il contario! Infatti quello di RIVOLUZIONARIO che ho scoperto è che se riesci a sintonizzarti con un piccolo o medio gruppo (tenendo nella giusta considerazione le singole personalità che lo compongono E l’entità unitaria che ne risulta dalla somma delle prime) allora non avrai problemi a parlare anche davanti a centinaia o migliaia di persone.

Ma se applichi a piccoli e medi gruppi le strategie studiate per le grosse platee… non c’è trippa per gatti, l’efficacia ne risente anche se hai fatto tutto bene fin nei minimi particolari. Quello che manca è la connessione e l’attenzione per i singoli…

Così, quando ho provato abbastanza sicurezza per i risultati ottenuti, cioè risultati misurabili e ripetibili, frutto del mio lavoro di ricerca e adattamento,  solo a quel punto ho deciso che era il momento giusto e ho creato “Voceinpubblico.it” con lo scopo dichiarato di aiutare chiunque voglia parlare davanti ad un pubblico (e non sto parlando delle platee da TV ma quelli veri, quelle situazioni in cui ci sono delle persone in una stanza e TU devi/vuoi dire qualcosa) attraverso un sistema di Group Speaking: etico, semplice ed efficace.

Tutto quello che andava bene e che si ripeteva nel tempo andava a costituire la mia “struttura” di Group Speaking…

Tutto questo per trasmettere quel messaggio che anni prima a quella festa non ero riuscito a dire a mio cugino e a tutte le persone che c’erano lì… quel messaggio che, sono sicuro, anche tu, come me allora, vuoi “gridarlo” al mondo ma che fino ad oggi è rimasto nascosto nella tua testa, strozzato in gola o celato nel petto come un tesoro destinato a non essere mai trovato… adesso è il momento!

Insomma: parlare in pubblico è davvero fantastico, gratificante e alla portata di tutti, ma spesso quello che spaventa è che all’inizio non sai proprio dove sbattere la testa, come muoverti e magari, cercando informazioni su internet, se non hai già un po’ le idee chiare su quello che fa PER TE in base alla tua situazione e alle tue esigenze, beh trovi proprio tutto…e il contrario di tutto (e la confusione aumenta).

Per non parlare se poi cerchi delle nozioni per fare presentazioni efficaci, o tenere lezioni/corsi che lascino il segno (in gergo si dice: “di impatto”).

Proprio questa è stata, probabilmente, l’illusione più grande che io ho dovuto fronteggiare e che all’inizio mi ha lasciato più amaro in bocca: pensare che tante nozioni significassero automaticamente tante soluzioni. Ahimè… la “confusione”, l’eccesso di informazione fuorviante che ho incontrato (e di cui avrei decisamente fatto a meno, se solo avessi potuto scegliere) nella mia ricerca erano invece parte del problema stesso. Non mi portavano “verso la” soluzione ma, al contrario, mi allontanavano sempre più dalla mia meta.

Ho chiaramente avvertito il bisogno di chiarezza, semplicità e praticità nel dare soluzione al problema del parlare in pubblico, prima mio e poi… man mano, degli altri.

E proprio da quel bisogno nasce Voceinpubblico.it : semplicemente il primo sito in Italia rivolto a tutte le persone che, come è successo a me, sono assetate di informazioni chiare, semplici e concrete su come parlare in pubblico a piccoli e medi gruppi di persone, dalle presentazioni di lavoro, ai discorsi di ringraziamento, alle lezioni (accademiche e non), fino alla serata con gli amici che fanno sempre di testa loro 😉

Lo scopo ultimo di tutto questo? Vorrei evitare anche a te tutta la frustrazione, la delusione e il senso di colpa di non riuscire a dire cosa si ha in testa (anche se è importante), le nottate insonni per l’ansia di dover parlare il giorno dopo davanti a più persone (anche quando conosci benissimo i contenuti da esporre), la paura di essere giudicato dagli altri in attesa di un tuo errore (così almeno credi)… e portarti INVECE ad assaporare, a godere di quel momento incredibile ed esaltante che nasce quando si riesce a trasmettere al meglio il TUO messaggio, quando sai inoltre che hai detto  proprio quello che c’era da dire!

La possibilità di perfezionare le tue doti ESISTE, e sarebbe un grosso peccato sprecare l’occasione di “farti sentire” per colpa  della carenza di informazioni veramente chiare, semplici e pratiche (o, viceversa, dall’eccesso di informazioni caotiche che paralizzano ogni possibilità di scelta).

Fai sentire la tua voce in pubblico!

il tuo speech coach Fabio Speranza